La nostra storia

Estratto dall'atto notarile ottocentesco del notaio Francesco Sabatini di Pratovecchio, conservato dalla famiglia Visi

Dal 1775, l'arte del legno
di padre in figlio.

Dalla piccola bottega del Casentino alla fabbrica di Dicomano: due secoli e mezzo di mestiere, di famiglia e di passione per il legno.

Quando nel lontano 1775, nella generosa terra del Casentino, nel comune di Poppi, Simone Visi iniziò con passione la lavorazione del legno, chi avrebbe mai pensato che, oltre due secoli dopo, all'inizio del terzo millennio, i suoi pronipoti continuassero sulla strada tracciata dal loro avo con la stessa passione e lo stesso amore?

Se queste sono state le prerogative anche dei suoi successori (Francesco ai primi dell'Ottocento, Decio a fine Ottocento, ancora un altro Decio per buona parte del primo Novecento, quindi Amulio e i figli Patrizia, Patrizio, Nedy e Fabio ai giorni nostri), il biglietto da visita della Qu.Ma. di Dicomano, con due secoli di esperienza sulle spalle, è una valida garanzia non solo di competenza, ma di serietà e onestà.

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Una storia documentata

Non solo memoria: una storia scritta nero su bianco.

La presenza di una bottega artigiana della famiglia Visi già nel 1775, e la sua attività costante e ininterrotta nel tempo, non sono soltanto il frutto di una tradizione tramandata a voce. Sono attestate da un documento storico prezioso: un atto notarile dell'Ottocento, conservato da sempre dalla nostra famiglia, che riguarda proprio le proprietà legate all'attività.

Tra le sue righe, vergate a mano in un'elegante calligrafia d'altri tempi, compaiono il nome di Simone Visi e quelli di Ottavio, Candido e Decio, «nati tutti a Vignano, popolo di Lierna, Comune di Poppi». L'atto porta il timbro del notaio Francesco Sabatini di Pratovecchio. È a partire da questo atto che è stato possibile ricostruire, generazione dopo generazione, tutta la storia della nostra famiglia e della nostra azienda: una prova concreta di radici antiche, che custodiamo con orgoglio.

Vignano, popolo di Lierna: tutti gli uomini della famiglia Visi al lavoro

Generazioni di artigiani

Un solo filo, dal Settecento a oggi.

Simone

1775 · Poppi, Casentino
le origini

Francesco

primi dell'Ottocento

Decio

fine Ottocento
il trasferimento a Rufina

Decio

primo Novecento
la bottega dei vasi vinari

Amulio

e Quirina Masini
fondatori della Qu.Ma.

Patrizia, Patrizio,
Nedy e Fabio

la Qu.Ma. di oggi

La pianta di Vignano, popolo di Lierna, nel comune di Poppi

1775

Poppi, Casentino

Le radici: una bottega tra i boschi del Casentino.

Tutto comincia in una piccola bottega artigiana di Poppi, in una valle dove il legno è da sempre materia viva e quotidiana. Qui, generazione dopo generazione, i Visi imparano a scegliere il tronco giusto, a leggerne le venature, a trasformarlo con pazienza in oggetti destinati a durare. Un sapere fatto di gesti, attrezzi tramandati e mani che insegnano ad altre mani.

Di quella bottega e dei suoi beni parla l'atto notarile ottocentesco che la famiglia custodisce ancora oggi: il filo che lega i nomi di allora a quelli di oggi, e che ci permette di raccontare questa storia non per sentito dire, ma con i documenti alla mano.

Prima della Qu.Ma.: il laboratorio di Rufina

Tutta la famiglia al lavoro, davanti alla bottega

Primi '900

Rufina, Val di Sieve

Famiglia e arnesi verso la terra del vino.

Agli inizi del Novecento Decio Visi prende una decisione coraggiosa: lascia il Casentino e sposta famiglia e arnesi a Rufina, in Val di Sieve. È una zona dove fiorisce un'attività vinicola diffusa e dove si cercano ovunque falegnami capaci di fabbricare vasi vinari: botti, tini e bigonce che devono essere perfetti, perché custodiscono il lavoro di un intero anno.

Per la prima metà abbondante del secolo la bottega dei Visi si mette al servizio del territorio. In laboratorio lavora tutta la famiglia (uomini, donne, ragazzi) tra trucioli, seghe a mano e banchi consumati dall'uso. È lì che il mestiere si impara davvero: guardando, provando, sbagliando e ricominciando.

Anni '30: il piccolo Amulio nella bottega di famiglia

Anni '30

Il futuro fondatore

Dopo la scuola, dritto in bottega.

Tra i ceppi di legno e il profumo della segatura, ben presto si affaccia un bambino curioso: è Amulio, figlio del secondo Decio. Finita la scuola corre in laboratorio a guardare il padre e i nonni al lavoro, e dimostra subito un acume e una destrezza fuori dal comune.

Nessuno ancora lo sa, ma quel ragazzino in calzoncini corti sarà l'uomo che porterà la tradizione di famiglia oltre i confini della bottega: il fondatore della Qu.Ma.

La prima mostra dei mobiletti portabottiglie

Anni '50

L'intuizione

Dalla botte al mobile: nasce un'idea.

Negli anni Cinquanta Amulio intuisce che il sapere di famiglia, nato attorno al vino, può prendere una strada nuova. Comincia così la produzione di piccoli mobili portabottiglie: oggetti che uniscono la tradizione vinaria della Val di Sieve alla cura del falegname di mestiere.

L'idea funziona, e cresce in fretta. Da bottega familiare l'attività diventa una vera impresa, fino a superare i cinquanta dipendenti. Gli spazi di Rufina non bastano più: serve un nuovo luogo dove lavorare.

La prima Qu.Ma. vista dall'alto, a Dicomano

Dicomano · Il nome

Qu.Ma.: un nome che è una dichiarazione d'amore.

Nella seconda metà del Novecento, in cerca di spazi, l'attività si trasferisce a Dicomano. Qui nasce la Qu.Ma.: una piccola fabbrica con soli due capannoni, per un totale di 1.500 metri quadrati, adagiata tra le colline.

Il nome nasce dalla dedizione assoluta di Amulio Visi per la moglie, Quirina Masini: Qu come Quirina, Ma come Masini. Un atto d'amore rimasto intatto fino a oggi, testimonianza viva degli anni passati e del valore che, per noi, ha sempre avuto la famiglia.

Con il tempo quei due capannoni diventeranno uno stabilimento di 6.000 metri quadrati, di cui ben 4.500 interamente dedicati alla produzione.

Primi anni '60: il reparto smacchinatura

Anni '60

Il grande sviluppo

Non operai, ma amici.

Gli anni Sessanta sono quelli del grande sviluppo. In fabbrica non si assumono semplicemente operai: si assumono amici. Persone del paese, conosciute una per una, che entrano a far parte di una squadra prima ancora che di un'azienda.

Si lavora con la solerzia e la soddisfazione di quegli anni d'oro, quando ogni pezzo finito era motivo d'orgoglio per tutti e il lavoro ben fatto era la prima regola, non scritta, della casa.

Primi anni '70: artigianato in grandi numeri alla Qu.Ma.

Anni '70

La crescita

Artigianato in grandi numeri.

Nella prima metà degli anni Settanta la Qu.Ma. è ormai una delle aziende più grandi e attive della vallata. Sotto le alte volte del capannone lavorano fianco a fianco decine di persone, e il nome di Dicomano comincia a viaggiare lontano.

L'azienda diventa famosa e rinomata anche oltre i confini nazionali, con mercati aperti in Francia, Germania e Stati Uniti. Eppure il metodo resta lo stesso: il legno scelto a mano, l'occhio esperto che controlla ogni pezzo, il rispetto per il lavoro di chi c'era prima.

Primi anni '80: il laboratorio di falegnameria

Anni '80

La rivoluzione del su misura

Sempre meno serie, sempre più su misura.

La vera rivoluzione arriva sull'onda delle richieste dei clienti: sempre meno produzioni standard, sempre più mobili su misura. Sono gli anni dell'arte povera e del massello di noce nazionale, del grande successo del mobile in stile e dell'alta artigianalità.

Sono anche gli anni in cui si forma l'attuale squadra della Qu.Ma.: forze giovani e fresche che, con il tempo, sono diventate l'ossatura dell'azienda e i custodi del suo modo di lavorare.

Anni 2000

Dicomano e Firenze

Gli anni 2000: la grande espansione.

Il terzo millennio ha portato alla nostra azienda notevoli evoluzioni e grandi cambiamenti. Nel 2006, dopo tre anni di lavoro incessante, abbiamo aperto proprio accanto alla fabbrica della Qu.Ma. un grande centro arredamento moderno e di design, Interiors Gallery: un'eccellenza assoluta della zona, che non ha eguali in tutta la provincia di Firenze, sia per dimensioni sia per offerta e qualità dell'esposizione.

Il successo non si è fatto attendere e, nel 2012, ci ha portato ad aprire un secondo Interiors Gallery a Firenze, inizialmente in via Baracca e poi, dal 2017, nei nuovi locali di via Pratese, uno dei più grandi negozi di mobili della città.

Nel frattempo sono nate altre due attività, dalla volontà della famiglia di espandersi in tutti i settori dell'arredamento, mantenendo però la capacità di specializzarsi in ciascuno. Da questa filosofia nasce Camerette Kid Store, punto vendita dedicato alle camerette per ragazzi, anch'esso in via Pratese 11 a Firenze. E, per ultimo, il Centro Cucine Firenze, fiore all'occhiello della Qu.Ma.: oggi il più grande punto vendita di cucine di Firenze, al primo piano del grande immobile di via Pratese che ospita anche Interiors Gallery e Camerette Kid Store.

Nel 2015, Qu.Ma. Arredamenti ha fondato, insieme a 43 partner, il più grande consorzio di mobilieri in Italia. Il suo marchio: La Casa Moderna. Questa realtà, attiva su tutto il territorio nazionale e in Francia, sfrutta le numerose sinergie tra colleghi per elevare la qualità dell'offerta rivolta ai propri clienti. È la forza di un grande gruppo che opera all'interno di ogni singola azienda di arredamento.

Tutti questi cambiamenti e queste evoluzioni hanno avuto un unico scopo: portare avanti una tradizione che, da 250 anni, appartiene a questa famiglia.
Nel corso degli anni, Qu.Ma. Arredamenti si è evoluta profondamente, trasformandosi da eccellenza storica in un vero e proprio network dell'arredamento, capofila di un ecosistema progettuale, produttivo e commerciale che vanta pochi eguali sull'attuale mercato.

1775

l'inizio della storia,
a Poppi

250

anni di lavorazione
del legno

6.000 m²

di stabilimento
a Dicomano

4.500 m²

dedicati interamente
alla produzione

Oggi

La Qu.Ma. di oggi

Gli stessi capannoni, la stessa passione.

Chi entra oggi nel nostro laboratorio riconosce subito le alte volte dei capannoni che si vedono nelle foto degli anni Settanta. Sono passati decenni, i macchinari si sono rinnovati, le esigenze dei clienti sono cambiate: ma il cuore della Qu.Ma. batte ancora qui, a Dicomano, nello stesso luogo in cui Amulio e Quirina l'hanno fatta nascere.

Alla guida dell'azienda ci sono oggi i loro figli, Patrizia, Patrizio, Nedy e Fabio, che portano avanti la storia di famiglia con lo stesso spirito di sempre: fare pochi compromessi, scegliere bene il legno, curare ogni cliente come si cura un amico.

Oggi: i nostri maestri falegnami al lavoro nel laboratorio di Dicomano

Il laboratorio

Mani esperte, un pezzo alla volta.

Quei ragazzi entrati in fabbrica negli anni Ottanta oggi sono maestri. Ognuno ha il suo banco, i suoi attrezzi, il suo modo di leggere il legno; insieme formano una squadra che sa trasformare un disegno in un mobile vero, solido, fatto per durare.

Ogni progetto nasce su misura e viene seguito internamente in tutte le sue fasi: il taglio, la piallatura, gli incastri, il montaggio, il controllo finale. Una libreria che deve riempire una parete al centimetro, una cucina che deve adattarsi a un muro fuori squadra, una credenza che deve riprendere lo stile di una casa antica: per noi non sono problemi, ma il motivo per cui facciamo questo mestiere.

Ed è proprio qui che avviene il passaggio più importante: tramandare il mestiere alle nuove generazioni, come un tempo è stato insegnato a loro, guardando, provando e ricominciando.

La cabina di verniciatura: dove il legno prende il suo colore definitivo

La finitura

L'ultimo gesto, quello che si vede per sempre.

Un mobile può essere costruito alla perfezione, ma è la finitura a dargli la sua anima. Per questo la verniciatura resta in casa, nelle mani di chi conosce il legno e sa come reagisce a ogni passata: le patinature, le laccature, le tinte che esaltano la venatura del noce o del rovere.

Lavoriamo con vernici ecologiche e finiture all'acqua, perché un mobile entra in casa per restarci a lungo e deve essere bello, ma anche sano per chi lo vive. Ogni superficie viene preparata, carteggiata e rifinita con pazienza, perché il risultato che il cliente toccherà ogni giorno sia all'altezza di due secoli e mezzo di storia.

Domani

Il profumo del legno, da tramandare.

Non è sempre facile. Trovare giovani che abbiano davvero la passione per questo lavoro, che sentano dentro di sé il profumo del legno, è una sfida sempre più grande. Ma è la stessa sfida che la nostra famiglia affronta da quasi due secoli e mezzo: tenere accesa una passione e consegnarla intatta a chi verrà dopo.

Ogni mobile che esce dal nostro laboratorio porta con sé questa storia: la bottega di Poppi, le botti di Rufina, i portabottiglie di Amulio, i capannoni di Dicomano. È la nostra firma, e la nostra promessa.

Qu.Ma. Arredamenti oggi · Via Rimaggio 2, Dicomano (FI)

Vieni a trovarci

Le porte sono aperte, come allora.

Dalla bottega di Simone Visi alla Qu.Ma. di oggi, la nostra casa è sempre stata un luogo dove entrare, guardare, toccare il legno e parlare con chi lo lavora. Ti aspettiamo a Dicomano per raccontarti di persona la nostra storia e cominciare a scrivere insieme quella della tua casa.