Idee e ispirazioni

Le cucine in finta muratura più attuali: idee per unire tradizione e contemporaneità

C’è chi associa la finta muratura alle cucine “della nonna”, con il legno scuro, le maioliche fiorite e un’aria un po’ pesante. In realtà questo stile si presta benissimo a una lettura più attuale: basta cambiare colori, finiture e il modo di usare la luce, senza rinunciare ai muretti intonacati e alla cappa a camino che lo rendono riconoscibile.

Ecco le idee che usiamo più spesso, ognuna con un progetto reale da cui prendere spunto.

1. Colori chiari e desaturati al posto del noce scuro

Il modo più immediato per alleggerire una cucina in finta muratura è scegliere tinte morbide e polverose: canapa, tortora, verde acqua, grigio gesso. Il legno resta protagonista, ma la stanza diventa più luminosa.

Nella cucina Biss in una villa sul Viale Galileo, a Firenze, progettata insieme a uno studio di architettura, il castagno è tinto color canapa: una tonalità chiara che lascia comunque vedere le fiammature del legno. La struttura è rasata con un intonaco a gesso bianco, in accordo con il soffitto a travi sbiancate.

A Santa Brigida, nel comune di Pontassieve, invece, la stessa cucina Biss è in massello di tiglio laccato a mano in un delicato verde acqua: una scelta della padrona di casa, laureata in arte, per una colonica che la giovane coppia ha ristrutturato in gran parte con le proprie mani.

2. Finiture opache che lasciano vedere la venatura

Una laccatura lucida e coprente fa subito “mobile vecchio stile”. Una laccatura a poro aperto opaca, al contrario, non riempie la fibra e lascia trasparire la venatura del legno: l’effetto è materico, un po’ vintage, ma pulito.

È la finitura che abbiamo scelto per la cucina Serena in rovere massello, in una frazione di Borgo San Lorenzo, pensata per una coppia appassionata di cucina che aveva bisogno di molto spazio in poco ingombro.

3. Ante semplici, struttura ricca

Per un look attuale conviene semplificare i frontali e lasciare che sia la struttura in finta muratura a creare movimento. Ante a telaio con bugna liscia o con una cornice lineare, senza intagli, stanno bene sia in una casa d’epoca sia in un appartamento recente.

È il principio delle cucine Biss: il disegno dell’anta è sobrio, mentre nicchie, colonne e volumi della muratura danno carattere all’insieme.

4. Il contrasto tra due legni

Abbinare un’essenza chiara laccata e un legno naturale caldo è uno dei modi più efficaci per dare profondità senza appesantire. Nella cucina Biss sulle colline del Bombone, tra Rignano sull’Arno e Pontassieve, le ante sono in tiglio laccato e patinato chiaro, mentre la trave della cappa e il piano snack a sbalzo della penisola sono in rovere color noce.

Nello stesso progetto c’è un dettaglio poco consueto: il paraschizzi non è in piastrelle né in pietra, ma in perlinato di legno, per riprendere i pannelli che rivestono la penisola.

5. La luce integrata nei mobili

Una cucina in muratura tende a essere “chiusa” e, sotto i pensili, il piano di lavoro può restare in ombra. La soluzione moderna è portare la luce dentro i mobili.

In un terratetto di inizio Ottocento in via Baracca, a Firenze, abbiamo inserito sotto i pensili una fila di piccoli vani inclinati con sportelli a ribalta in vetro e LED integrati: di giorno espongono, di sera illuminano il piano di lavoro con una luce calda.

6. Elettrodomestici a vista o completamente nascosti

Con gli elettrodomestici le strade sono due, e funzionano entrambe:

  • Rétro e a vista. Sul Viale Galileo il forno è un modello in stile rétro, color canapa con l’oblò, scelto in tinta con le ante.
  • Nascosti nel legno. In via Baracca il frigorifero è chiuso in una colonna pannellata in massello che richiama le antiche ghiacciaie, con cerniere a vista in metallo forgiato e una griglia di aerazione circolare. Nella cucina Serena di Borgo San Lorenzo c’è addirittura una “ghiacciaia” a quattro porte in rovere.

La scelta sbagliata, di solito, è la via di mezzo: un elettrodomestico moderno in acciaio lasciato a vista in una cucina tutta in legno.

7. Forme mosse e materiali continui

Chi ha detto che la finta muratura debba essere per forza lineare? In via Baracca la cucina si sviluppa con angoli e raccordi diagonali che avvolgono chi cucina, e la pietra di Trani anticata del pavimento prosegue sui piani di lavoro e sul rivestimento a rombi delle pareti: pavimento e cucina sembrano un unico progetto.

Al Bombone, la penisola ospita un lavello scatolato in granito grigio sardo, lo stesso materiale del resto del piano: la pietra diventa il centro visivo della stanza.

Domande frequenti

Una cucina in finta muratura moderna sta bene in un appartamento di città?
Sì. Con colori chiari e ante semplici si inserisce bene anche in un’abitazione recente: le cucine di via Baracca e del Viale Galileo, entrambe a Firenze, ne sono un esempio.

Si può fare un’isola o una penisola in finta muratura?
Sì, e spesso è proprio la penisola a risolvere angoli difficili, come nella cucina del Bombone. Ne parliamo anche nella guida Cucina in muratura o in finta muratura?.

Che colore scegliere per una finta muratura contemporanea?
L’intonaco della struttura funziona meglio in bianco o in tinte calde molto chiare; il colore lo danno le ante. Per vedere più combinazioni sfoglia la nostra pagina idee e ispirazioni.

Dalla tradizione al tuo progetto

Tutte le cucine di questo articolo nascono dallo stesso modello di base, rivisto ogni volta su misura per una casa diversa. È il modo in cui lavoriamo da generazioni: un disegno collaudato che si adatta alla persona, non il contrario. Puoi leggere la nostra storia o venire a trovarci nello showroom di Dicomano, in via Rimaggio 2, per vedere legni e finiture dal vivo.

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